In Russia...

D Quando ha pensato per la prima volta di fare il Designer?
R Fino dall'infanzia, dopo gli studi, d'estate, andavo con mio padre nel suo studio e mentre lui lavorava, io lo guardavo incuriosito ed affascinato dal modo che aveva di trattare e parlare con i clienti. I giorni sembravano volare e tutti quei disegni, quei colori, il profumo della carta, mi sono rimasti dentro, come quando nella primavera il profumo del gelsomino ti stordisce e ti fa tornare indietro con i ricordi. Mi ricordo che mi portava dai suoi artigiani nel centro di quella Firenze tanto bella e viva, nel pieno della creatività, quei rumori di ferro, di saldatura, di legni e quelle mani che accarezzavano con fare deciso, ma nello stesso tempo leggero e sicuro, la materia plasmandola a misura e forma, sino a renderla viva e vera. E quel modo di fare che quasi per gioco diventava lavoro. In quel tempo Firenze viveva un momento di vera gloria e i migliori artigiani erano conosciuti in tutto il mondo. Un giorno in una bottega, che mio padre era sovente frequentare, un signore mi avvicinò e rivolgendosi a me disse: "Hei giovanotto! Che ti piacerebbe fare questo lavoro? Perché non provi a disegnare qualcosa e io te lo realizzo?" A quella domanda non seppi rispondere, però mi rimasero scolpite in mente quel1a persona e quelle parole, non sapendo che poi negli anni a venire avrei cominciato a creare... Chissà, forse quello è stato l'inizio.

D Dove ha studiato? Che studi ha fatto? Quale educazione ha ricevuto?
R Come tutti i ragazzi, dalle nostre parti, ho studiato nelle scuole statali, sino al raggiungimento del diploma, dopo ho frequentato l'istituto superiore statale, ma la vera scuola è la "bottega", non esiste esperienza maggiormente formativa di essa, il contatto continuo con le persone che ti insegnano trasmettendoti la propria arte e la propria esperienza... non esiste scuola in grado di far questo.

D Da voi in Italia , come vengono accolti i designer Russi, lei ha fatto scuola di pittura?
R Purtroppo non ho avuto mai occasione di conoscere personalmente lavori o designer Russi, pertanto non posso esprimermi in merito. Il creare non necessita corsi, non si può codificare tutto , se hai dentro la vena artistica, lo spirito dell'arte, il resto viene da se, devi solo abbandonarti come nell'amore, vivere l'attimo e donarlo a chi sa capirlo, ma sempre con onestà di sentimento.

D Che lavori ha presentato a Milano?
R E' stata una mia scelta, quella di non partecipare all'evento, in quanto ritengo che per ora le mie creazioni non siano consone a detto contesto.

D Quante sono le opere presentate alle fiere Internazionli e quali sono?
R La mia più grande soddisfazione, non è tanto ottenere riconoscimenti, che ad ogni modo ho ricevuto, come l'esposizione al Pacific Design Center di los Angeles, il prestigioso premio Fiorino D'oro di Firenze per l'arte applicata , il premio Enrico Caruso dove ha vinto 1a lampada da tavolo con chiave di Violino, un'opera, dove il paralume è realizzato da un cartiglio in pergamena, il primo supporto per la scrittura, la base da un libro, che rappresenta tutto il sapere e la conoscenza dell'uomo e la chiave di violino che rappresenta il linguaggio universale "La Musica".

D Questi riconoscimenti hanno influenzato in qualche modo i suoi progetti?
R A questa domanda non so rispondere, poiché ogni lavoro è una sfida di creatività e di conoscenza diversa, il mio primo riconoscimento è stata la collezione "Setticlavio " la chiave musica1e, ma a causa dell'evoluzione dei tempi e 1a maturazione personale sono passato ad altre forme.

D Com'è organizzato il suo lavoro in studio su un progetto?
R Preferisco seguire i progetti personalmente con i miei collaboratori e frequentare le botteghe d'arte che sono la vera unica fucina di idee.

D A quale progetti sta lavorando attualmente?
R In questi mesi, sto lavorando a progetti di arredo: armadi, mobili da bagno e divani, in collaborazione con artigiani, sviluppando nuove tecniche e nuovi abbinamente di materiali.

D Come definisce il suo stile?
R Stile... diciamo che non credo di avere un stile da catalogare, ma bensì il mio "Lo stile Manara Design"

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